Si è concluso presso l’Accademia Nazionale dei Lincei il ciclo di seminari dedicato al futuro dell’Europa, promosso dalla Commissione Europa presieduta da Silvana Sciarra. L’ultimo incontro ha visto come protagonista Massimo Cacciari, che ha affrontato il complesso tema dei rapporti storici e culturali tra la penisola europea e il continente russo, in un percorso preparatorio verso il grande convegno internazionale previsto per il 2027. Nel corso della sua analisi, Cacciari ha esplorato le radici storiche della russofobia occidentale, rintracciandone i momenti cardine dall’epoca napoleonica alla letteratura di Astolphe de Custine, la cui opera del 1839 ha cristallizzato l’immagine della Russia come un’anti-civilizzazione e una barriera invalicabile per l’Europa. Il filosofo ha evidenziato come questa percezione sia stata alimentata da diverse correnti del pensiero europeo, da quella liberale a quella reazionaria, spesso basandosi su stereotipi e su una profonda ignoranza dell’anima russa. Il nucleo della riflessione si è concentrato sulla necessità di superare la reciproca avversità attraverso la riscoperta della grande cultura russa con autori quali Tyutchev, Soloviev e Dostoevskij. Cacciari ha richiamato la metafora della cristianità orientale e occidentale come due polmoni di un unico organismo, sostenendo che l’impossibilità di una respirazione coordinata prefiguri il declino e il possibile suicidio del progetto europeo. Il dialogo con la Russia non è un’opzione ideologica, ha sottolineato, ma una necessità materiale, storica e culturale senza la quale l’Europa rischia l’alienazione dai suoi stessi processi di sviluppo. Il seminario ha inoltre toccato il tema dell’arte politica e della diplomazia, definite come la capacità di modellare i confini e trasformare la volontà di potenza immanente agli stati in compromessi virtuosi e intese durevoli. Cacciari ha ammonito sulla pericolosità delle guerre ideologiche, che tendono a ignorare la complessità delle storie e delle anime dei popoli, portando a scontri fratricidi che esulano dalla forma tradizionale del conflitto regolato. In chiusura, la professoressa Silvana Sciarra ha sottolineato l’importanza di rivedere costantemente la nozione di sovranità in un contesto europeo in movimento, mentre il Presidente dell’Accademia, Roberto Antonelli, ha riaffermato il ruolo dell’istituzione come ponte culturale oltre i confini politici, rivendicando la scelta dell’Accademia di mantenere aperti i canali della collaborazione scientifica internazionale e confermando l’impegno dei Lincei nel promuovere il confronto intellettuale anche nei periodi di crisi globale.

