Presidente: Prof. Roberto Antonelli
Vicepresidente: prof. Carlo Doglioni
Il Consiglio di Presidenza è composto dal Presidente (Prof. Roberto Antonelli), dal Vice Presidente (Prof. Carlo Doglioni), dall'Accademico Amministratore (Prof. Antonio Gambaro), dall'Accademico Amministratore aggiunto (Prof. Paolo Costantino), dagli Accademici Segretari (Proff. Francesca Matteucci - Alessandro Roncaglia) e dagli Accademici Segretari aggiunti (Proff. Vincenzo Aquilanti - Andrea Giardina) delle due Classi.
Alle riunioni interviene, in qualità di segretario, il Cancelliere dell'Accademia
Assemblea delle Classi Riunite
L'Assemblea delle Classi Riunite è costituita dai Soci Nazionali delle due Classi
Assemblea della Classe di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali
L'Assemblea è costituita dai Soci Nazionali della Classe
Assemblea della Classe di Scienze Morali, Storiche e Filologiche
L'Assemblea è costituita dai Soci Nazionali della Classe
Il Collegio dei Revisori dei Conti è composto da tre membri, uno scelto tra i Soci nazionali [...] e due funzionari Dirigenti rispettivamente del Ministero del Tesori e del Ministero della Cultura.
Presidente: Pier Paolo Italia designato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze
Membri: Renato Guarini, Professore emerito della Sapienza Università di Roma, già Prof. ord. di Statistica economic
Mariella Tagliabue, designata dal Ministero della Cultura
Sostituti:
Luciano Maiani, Professore emerito dell’Università di Roma "La Sapienza", già Prof. ord. di Fisica teorica
Stefano Moracci, designato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze
Marco Zanobio, designato dal Ministero della Cultura
Lo Statuto vigente fu approvato con decreto del Ministro della Cultura il 2 agosto 2001. L'articolo 4 è stato modificato con Decreto 294/2024 del Ministro della Cultura.
Il Regolamento fu approvato dall'Assemblea a Classi Riunite il 14 febbraio 1987.
Dopo che Roma divenne capitale del Regno d'Italia, Quintino Sella – assieme a Terenzio Mamiani vicepresidente – resse le sorti della Reale Accademia dei Lincei, quale presidente, dal 1874 fino alla morte avvenuta nel 1884. IL 14 febbraio 1875 fu promulgato un nuovo Statuto che determinava le norme per il governo e l’amministrazione dell’Accademia e le riconosceva carattere nazionale e non locale.
Nel 1883 si ebbe una riforma dello Statuto, che aumentò il numero dei soci modificando la procedura delle elezioni, e ampliò il quadro delle scienze ammesse nell’Accademia, dividendo le classi in categorie. Altre riforme seguirono nel 1920, nel 1923 e nel 1925, che ressero la vita dell’istituto, divenuto anche di nome, come già era di fatto, «nazionale».