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Archivi istituzionali

E' possibile consultare elenchi analitici, inventari, elenchi di consistenza e schedari.

Sul finire del Settecento, prima che l'Accademia dei Lincei possa celebrare la sua Seconda Rinascita (1801), sorge una piccola Società fisico-matematica nel Collegio Umbro Fuccioli, proprio dirimpetto a Palazzo Corsini.

Originariamente il collegio era separato in due realtà che nella seconda metà del Seicento poterono beneficiare del lascito donato loro da Giovanni Fuccioli nel 1646 e Giovanni Carlo Sassi nel 1683. A un secolo di distanza, nel 1785, i due collegi vengono riuniti in un unico organico che, nel 1794 nomina l'abate Feliciano Scarpellini Rettore.

L'attività del collegio verrà seguita con grande interesse da Gaspard Monge, famoso matematico francese, giunto in Italia per conto del Direttorio Esecutivo, che consiglierà all'abate di redigere delle leggi per amministrare meglio la società fisico scientifica che dirigeva.

Insieme a questi, il duca Francesco Caetani di Sermoneta, che già aveva fatto costruire una specola nel suo palazzo dal quale, a partire dal 1780, iniziarono una serie di osservazioni metereologiche, sarà tra i maggiori artefici della rinascita lincea di inizio Ottocento. Nel 1801, passato il momento critico della prima fase della restaurazione pontificia, Scarpellini insieme a Gioacchino Pessuti fonda l’Accademia Caetani, poi divenuta Accademia dei Lincei, la cui sede si trova proprio nel palazzo del duca.

Per volontà del Senato Romano e di Papa Leone XII, la sede dei Lincei viene trasferita nel 1826 in Campidoglio.

Ma un destino incerto incombe sull'Accademia di Scarpellini: i moti imperversano apportando idee liberali alle quali il successore di Pio VII, Papa Gregorio XVI, eletto il 2 febbraio 1831, risponde richiamando gli Austriaci, proibendo il pubblico insegnamento e facendo chiudere l'Università romana e tutte le adunanze scientifiche. Preoccupato per il futuro dell'Accademia e del suo gabinetto di strumenti scientifici, così pazientemente e con tanti sacrifici allestito, Scarpellini implora il pontefice di salvare la Società.

Le suppliche dello Scarpellini vengono in parte esaudite e il gabinetto di fisica viene acquistato dal Governo nel luglio del 1840. Purtroppo, nello stesso anno l'abate viene a mancare. Con la morte del Restitutore dei Lincei gli eventi precipitano. Il Senatore di Roma vuole tornare in possesso delle sue stanze, nonostante le disposizioni a suo tempo date da Leone XII e i soci, indignati, manifestano il loro disappunto rivolgendosi al Cardinal Giustiniani.

La Segreteria di Stato, sorda alle richieste accademiche, dichiara illegale l'adunanza e il 15 settembre 1840 il ministero degli Interni ordina che per "decisa volontà di S. S. Nostro Signore l'Accademia dei Lincei non avesse più residenza e sede nel palazzo senatorio in Campidoglio, e che fino a nuovo ordine della stessa Sua Santità restasse sospesa qualunque adunanza dell'Accademia."

Pio IX, eletto Papa nel 1846, restaura l'antica Accademia di Federico Cesi, chiusa nel 1842 da Gregorio XVI, con il nome di Pontificia Accademia dei Nuovi Lincei, istituzione ufficiale dello Stato Pontificio.

Inventario (195.64 KB)

L'ultimo e definitivo restitutor dell'Accademia in Italia si ebbe però dopo il '70 con Quintino Sella, lo statista e scienziato piemontese; nel riaffermato ideale della scienza laica quale primario valore da coltivare in Roma italiana, il Sella ridiede vita nel 1874 alla gloriosa istituzione lincea, naturalmente qualificata di "nazionale" e "reale". L'Accademia di Sella, in un secolo ormai di vita, è generalmente considerata la maggior erede della tradizione cesiana.

La larga e lungimirante visione del Sella volle ampliato l'ambito delle scienze lincee, da quelle fisiche, matematiche e naturali, cui si era dedicata l'accademia seicentesca, a quello delle scienze "morali" o umanistiche (storia, filologia, archeologia, filosofia, economia, diritto), cui lo statuto del 1875 e quelli susseguitisi (l'ultimo approvato con D.P.R. 17-5- 1986) destinano la seconda classe dei suoi Soci.

Dalla restaurazione del Sella, l'Accademia dei Lincei consta dunque di due classi, una per le scienze fisiche e l'altra per le morali, in ognuna delle quali l'ultimo statuto prevede un numero massimo di 90 Soci nazionali e altrettanti corrispondenti e stranieri annualmente cooptati. Con questa struttura, rimasta nelle sue grandi linee immutata, i Lincei hanno vissuto il secolo e oltre della loro moderna reincarnazione, rappresentando il più antico e prestigioso consesso della scienza europea e internazionale: da Righi e Pacinotti a Fermi, da Pasteur a Rontgen e Einstein, da Mommsen e Wilamowitz a Comparetti e Croce e Gentile, tutto l'Olimpo del pensiero scientifico italiano e mondiale ha riempito il suo annuario e le sale della sua sede romana, il settecentesco Palazzo Corsini alla Lungara, che il patriota restauratore fece assegnare all'Accademia dallo Stato italiano. Ma le vicende di questo stesso Stato, nel corso del Novecento, dovevano trovare la loro eco anche in questa tranquilla sede della scienza.

L’inventario è consultabile in Sede 

Istituita nel 1926, per volontà di Mussolini, inizia la sua attività nel 1929 nella sede si Villa Farnesina alla Lungara acquistata dallo Stato italiano.

Nel 1939, Mussolini, non vedendo di buon occhio l‘indipendenza e il liberalismo linceo stabilì di fondere le due accademie, sopprimendo di fatto l’Accademia dei lincei.

La Reale Accademia d’Italia durò ancora pochi anni, quanto durò la guerra e il Regime; venne soppressa con decreto luogotenenziale 28 settembre 1944, n. 363.

Un altro ma contestuale decreto del governo dell’Italia liberata (d.lg.lgt 28 settembre 1944, n. 359), impone la ricostituzione dell’Accademia nazionale dei Lincei che ancora oggi si pone come massima istituzione culturale italiana.

L’inventario a stampa (Paola Cagiano de Azevedo, Accademia nazionale dei Lincei. Inventario dell’archivio (1944-1965), Pubblicazione degli archivi di Stato, Strumenti, CXCV, Roma, 2013) è consultabile in Sede o in formato pdf.

Gruppo di lavoro per la sicurezza internazionale e il controllo degli armamenti (SICA)

Il Gruppo di lavoro per la sicurezza internazionale e il controllo degli armamenti (SICA) è una commissione dell'Accademia dei Lincei operante dal 1987, quando fu istituita per iniziativa dell'allora presidente Edoardo Amaldi a seguito dei contatti avuti con il Center for International Security and Cooperation (CISAC), creato presso l'università di Stanford nel 1983. Nel gennaio 1986, a Washington, il CISAC infatti aveva organizzato un incontro internazionale con la partecipazione di scienziati provenienti da diversi paesi europei: durante questa riunione furono discussi alcuni aspetti del controllo degli armamenti, e venne avanzata l'ipotesi di istituire in Europa un gruppo di lavoro sul modello del CISAC stesso, poi attuata dall’Accademia dei Lincei.

Per maggiori informazioni sulle Commissioni dell'Accademia dei Lincei, consultare la pagina della Commissioni, nella sezione "Attività scientifica"

Commissione per la Difesa dei Diritti dell'Uomo

La Commissione per la Difesa dei Diritti dell'Uomo dell'Accademia Nazionale dei Lincei è stata creata nel 1984 su iniziativa del Prof. Edoardo Amaldi, all'epoca presidente dell'Accademia stessa, allo scopo di occuparsi di violazioni dei diritti umani o casi di scienziati, insegnanti, professionisti e studenti, perseguitati e imprigionati in diversi contesti internazionali.

Le informazioni raccolte tramite varie fonti (che comprendono altre Accademie, Amnesty International o varie organizzazioni umanitarie) possono portare, dopo analisi della commissione stessa, ad un intervento presso il Governo responsabile per consultazioni e raccomandazioni; Eventuali casi di violazioni dei diritti umani possono essere segnalate all'Unesco.

Per maggiori informazioni sulle Commissioni dell'Accademia dei Lincei, consultare la pagina "Commissioni", nella sezione "Attività scientifica"

Commissione per i problemi dell'Università

La commissione lincea per i problemi dell’Università è nata negli anni ‘90 allo scopo di fornire consulenze ed analisi sulle problematiche collegate alle riforme del sistema universitario italiano, sia di carattere più generale sia in caso di specifiche esigenze o progetti di legge e di riforma. La commissione opera sulla base dell’analisi della normativa vigente sia in Italia che, laddove necessario, di quella estera; recepisce ed analizza pareri di organismi ed enti pubblici o privati come la conferenza dei Rettori italiani, Confindustria o il Ministero preposto alla gestione dell’istruzione universitaria; fornisce infine pareri e indicazioni.

In generale il materiale di questo fondo è di grande interesse per chi si occupi dell’evoluzione del sistema universitario italiano a cavallo fra gli anni ’90 e il nuovo millennio.

Per maggiori informazioni sulle Commissioni dell'Accademia dei Lincei, consultare la pagina "Commissioni", nella sezione "Attività scientifica"

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