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Pietro Rescigno, a leading authority on Italian civil law, passed away in Rome on August 25th

Pietro Rescigno

Alla fine del canicolare mese di agosto 2026 si è spento a 98 anni in Roma, sua città di elezione, il professore Pietro Rescigno; con la Sua scomparsa l’Accademia Nazionale dei Lincei è stata privata di uno dei suoi Decani, di un Socio illustre ed assiduo. La scienza giuridica e la comunità dei giuristi italiani hanno perso un faro ed una guida cui si affidavano da oltre mezzo secolo non unicamente all’interno dell’accademia, ma altresì nel Foro e nella Magistratura (Cfr. Comunicato del 26 agosto 2026 della Corte Suprema di Cassazione : In ricordo del Professor Pietro Rescigno)  e prevedibilmente continueranno ad ispirarsi alla sua opera ed al ricordo del suo insegnamento.

Giurista e pensatore profondo Pietro Rescigno, nato a Salerno nel 1928, si è formato all’Università di Napoli attingendo, tra gli altri, agli insegnamenti di due grandi docenti all’epoca ivi presenti, successivamente entrambi lincei: Augusto Graziani e Francesco Santoro Passarelli; con quest’ultimo si laureò nel 1948 divenendone allievo. 

Al di là dell’autorevolezza del Maestro, i suoi primi scritti attrassero al giovane Pietro Rescigno la stima e la considerazione di altri illustri caposcuola, come Francesco Messineo ed Antonio Cicu, sicché, ottenuta per concorso la libera docenza nel 1950, Rescigno venne ternato in un concorso a cattedra nel 1953. La sua rapida carriera accademica si è poi svolta come si svolgeva allora, almeno per i più bravi. Chiamato nel 1954 nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Macerata, passò nel 1957 all’Università di Pavia, ove lasciò imperituri ricordi tra studenti e colleghi, per raggiungere nel 1960 l’antico Ateneo di Bologna la cui facoltà di giurisprudenza era composta da docenti di gran fama ed ivi si distinse subito proponendo una prolusione dedicata al difficile tema dell’abuso del diritto che immediatamente pubblicata divenne lo scritto più citato sull’argomento. Nel 1970 Pietro Rescigno venne chiamato in quella che al tempo era considerata la sede finale per un professore di scienze giuridiche, vale a dire alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università La Sapienza di Roma nella quale insegnò sino al 2005, anno in cui venne nominato professore emerito.

Simile rapida quanto luminosa carriera accademica si spiega con l’universale apprezzamento e l’alta stima che Piero Rescigno si è guadagnato con la sua vita e la sua opera. Raramente, per non dire mai, si sono udite voci che mettessero in dubbio i riconoscimenti ricevuti; i quali sono stati numerosissimi; oltre alla ricordata all’Accademia dei Licei, lo hanno voluto tra i propri membri l'Accademia delle scienze di Bologna, l'Istituto Veneto di scienze, lettere ed arti, l'Accademia Pontaniana di Napoli, l'Istituto Lombardo Accademia di scienze e lettere, l'Accademia Peloritana di Messina, dell'European Academy per non menzionare la lauree honoris causa e gli incarichi apicali.

L’opera scientifica di Pietro Rescigno si è svolta e si colloca tra la seconda metà del xx secolo ed i primi decenni dell’attuale, ma Rescigno non ha partecipato né all’atmosfera di crisi che pervade la dottrina giuridica di queto periodo e si è tenuto lontano sia dalla frenesia demolitoria di quanto la cultura giuridica antecedente ci ha tramandato, come dalla cupa nostalgia per la sapienza solo tecnica che la caratterizzava; piuttosto Pietro Rescigno è stato un innovatore della cultura che i suoi maestri gli avevano tramandato. I suoi primi scritti: Incapacità naturale e adempimento (1950); Interpretazione del testamento (1952); Studi sull'accollo (1958), dimostrano una perizia tecnica di primo livello senza però rendersene prigioniero, Quelli successivi dedicati ai sindacati nello Stato moderno (1965) ed a Persona e comunità (1966, rist. 1987); II (1988) aprono una dimensione nuova agli studi civilistici sino ad allora tutti incentrati su temi e problemi ultra-tradizionali. Di questa nuova dimensione che conserva il rigore concettuale della tradizione civilistica italiana è stato testimone e veicolo il suo Manuale del diritto privato italiano (1a ed1973), così come lo sono stati i suoi scritti raccolti nella Introduzione al codice civile (1a ed, 1991) ed il già ricordato saggio sull’abuso del diritto. Dedicandosi a questi temi, Rescigno non dogmatizza mai, piuttosto guida il lettore nella complessità di essi; aiutando i discenti a cogliere la bellezza del diritto accanto alla sua intrinseca incapacità di risolverli attraverso idee senza tempo e senza adeguata comprensione di quanto sta fuori dal diritto stesso.

Accanto al Rescigno scrittore occorre ricordare il Rescigno organizzatore di cultura, attività cui peraltro non è mancato il contributo della Sua penna. Direttore di riviste giuridiche prestigiose come Giurisprudenza Italiana e la Rivista di Diritto Civile; Pietro Rescigno ha ideato e diretto fondamentali opere collettive, fra cui il Trattato di diritto privato; il Trattato dei contratti (con E. Gabrielli), ha altresì diretto collane, come la Biblioteca di Diritto Privato,  in cui hanno trovato posto opere di studiosi allora giovani che in un certo senso hanno seguito l’impronta che Pietro Rescigno ha impreso sulla civilistica italiana. Finché ne esisterà una il Suo lascito sarà più perenne del bronzo.

 

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