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L'Accademia auspica che il canale Rai Scuola continui a offrire il suo efficace servizio

Le statistiche lo dimostrano chiaramente: le nazioni più scolarizzate sono quelle in cui lo sviluppo economico è maggiore, così come la qualità e le aspettative di vita. Perciò la scuola non deve essere un noioso dispenser di nozioni, ma essere interpretata come il motore fondamentale di una nazione democratica e indirizzata al progresso, che aiuta a costruire una mente aperta e preparata, e a formare cittadini informati in una società che guarda avanti.

Come scienziate e scienziati abbiamo quindi apprezzato il lavoro di Rai Scuola, che è stata negli anni un presidio di informazione, una cinghia di trasmissione tra la comunità scientifica che fa ricerca attiva, e i cittadini, sia nelle scuole che nelle famiglie. Chiudere il canale 57 di Rai Scuola contrasta la costruzione di una cittadinanza culturalmente attiva, di qualsiasi età.

La scuola non è una spesa pubblica improduttiva, ma il capitale più prezioso su cui una nazione possa investire per garantire il proprio domani. Investire nell'istruzione significa piantare i semi della crescita economica, sociale e culturale di una comunità, e modellare la spina dorsale della società futura.

Riteniamo che un canale televisivo pubblico dedicato alla scuola, e non solo una piattaforma web dove Rai Scuola verrebbe relegata, sia premessa fondamentale di informazione scientifica aggiornata per tutta la popolazione, e che la qualità della classe dirigente, degli scienziati, degli artisti e dei cittadini di domani dipenda dalle risorse, dalle idee e dalle energie che decidiamo di allocare oggi alla diffusione della cultura, per non essere spettatori del futuro, ma diventarne i progettisti.

Per questo l’Accademia Nazionale dei Lincei auspica che la RAI voglia tenere vivo un canale dedicato alla scuola e quindi anche alla scienza, con risorse adeguate a rendere il servizio pubblico più efficace e utile possibile.

Autore: 
Accademia Nazionale dei Lincei
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