Ora inizio giorno: 14:00
Luogo: Roma - Palazzo Corsini - Via della Lungara 10
Sala: Scienze Morali
Series: Approfondimenti
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Il Rinascimento è il mito costitutivo della civiltà moderna: dopo secoli di tenebre e di barbarie, sono riportati alla luce gli antichi testi, gli autori classici, prima dimenticati oppure mal conosciuti e male interpretati. Si afferma allora una nuova visione della storia e del rapporto tra passato e presente, della loro vicinanza, ma anche delle loro differenze. Si tratta – così si è detto per secoli – di un’epoca di concordia, di armonia, di serenità, testimoniate dall’opera dei suoi maggiori rappresentanti. È una prospettiva che, nata nel Quattrocento, giunge sino al Novecento.
Il progetto de L’età nuova nasce dalla persuasione che questo sia, appunto, un mito, non corrispondente alla realtà storica dell’Italia e dell’Europa. Il Rinascimento fu, infatti, un’epoca drammatica, caratterizzata da grandi trasformazioni, che sconvolsero le strutture tradizionali della vita sia individuale sia collettiva: fu scoperto il Nuovo Mondo; si ruppe l’unità religiosa dell’Occidente; furono perfezionati nuovi strumenti bellici, che cambiarono il volto della guerra; venne inventata la stampa a caratteri mobili. Il Rinascimento, epoca di profondi sconvolgimenti, a tutti i livelli – e di mutamenti affini, per molti aspetti, a quelli che contraddistinguono il nostro tempo –, fu attraversato, però, da una permanente dialettica tra uno sguardo assai disincantato sul mondo e la costruzione di nuove utopie, che prefiguravano altri modelli nella politica, nell’arte, nella filosofia e nelle scienze – costituite quest’ultime, allora, anche da saperi come magia, astrologia e alchimia. E fu un’epoca, poi, caratterizzata da una vera e propria ossessione per la pace, tanto più intensa quanto più violente furono in quei secoli le guerre, che portarono anche alla decadenza politica e civile dell’Italia, da centro a periferia della civiltà europea.
L’Età nuova si propone di mettere a fuoco quest’immagine complessa e multiforme dell’Umanesimo e del Rinascimento, mostrando anche quanto notevoli siano le differenze tra quell’epoca e ciò che siamo soliti definire “civiltà moderna”. Si distanzia così dalle antiche e tradizionali visioni dell’età umanistica e rinascimentale, inaugurando una nuova stagione critica. Per realizzare questo ambizioso obiettivo sono stati invitati a collaborare i maggiori studiosi nei differenti campi d’indagine, appartenenti a generazioni diverse. L’opera non vuole rivolgersi solamente a specialisti, ma guarda a un pubblico più vasto e, a questo fine, ha scelto di servirsi di un lessico e di un ampio corredo di immagini in grado di favorirne la diffusione. È strutturata in quattro volumi: il primo è dedicato alla storiografia, il secondo e il terzo ai grandi protagonisti e ai grandi temi della cultura umanistica e rinascimentale, il quarto al rapporto in quei secoli tra l’Italia e l’Europa.
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