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Micro e nanoplastiche: una sfida globale tra scienza, ambiente e salute

La presenza di micro e nanoplastiche nell’ambiente è oggi riconosciuta come una delle sfide più complesse per la comunità scientifica e per la società nel suo insieme. Queste particelle, generate dalla frammentazione dei materiali plastici, sono ormai diffuse in tutti i comparti ambientali: acque marine e interne, suoli, sedimenti, atmosfera e persino aree polari. La loro ubiquità e il potenziale impatto sugli organismi viventi richiedono un approccio integrato che coinvolga chimica, biologia, scienze ambientali, medicina, ingegneria e politiche pubbliche. Con l’obiettivo di offrire un quadro aggiornato e multidisciplinare su questo tema, l’Accademia Nazionale dei Lincei ha organizzato un convegno dedicato alla tracciabilità, agli impatti e alle strategie di mitigazione delle micro e nanoplastiche, riunendo ricercatori, istituzioni e rappresentanti del mondo produttivo.

Le sessioni scientifiche hanno affrontato in modo approfondito tre grandi aree tematiche. La prima ha riguardato la tracciabilità e la metrologia delle micro e nanoplastiche, un ambito che rappresenta la base per qualsiasi valutazione ambientale e sanitaria. Sono stati presentati progressi significativi nello sviluppo di tecniche analitiche avanzate, come la microspettroscopia Raman e FTIR, l’impiego di approcci innovativi basati su intrappolamento ottico e acustico, e l’introduzione di materiali di riferimento certificati per garantire la comparabilità dei dati. È emersa con forza la necessità di definizioni condivise, protocolli armonizzati e sistemi di monitoraggio standardizzati, elementi indispensabili per produrre dati affidabili e utili per la regolamentazione.

La seconda area ha approfondito gli impatti ambientali e sanitari delle micro e nanoplastiche. Gli interventi hanno illustrato come queste particelle interagiscano con gli ecosistemi marini, lacustri e polari e come tali sostanze possano essere rilasciate durante i processi di degradazione. Sono stati presentati studi sugli effetti sugli organismi acquatici, sulla formazione di eco-corone, sulla biodiversità microbica associata alle superfici plastiche e su possibili implicazioni per la catena alimentare. Particolare attenzione è stata dedicata alle aree remote, dove la presenza di microplastiche testimonia la capacità di queste particelle di essere trasportate su lunghe distanze attraverso l’atmosfera e le correnti oceaniche. Sono state discusse anche le evidenze emergenti relative all’esposizione umana, con contributi dedicati alla presenza di microplastiche in matrici biologiche e ai potenziali rischi per la salute.

La terza area ha riguardato le strategie di mitigazione, un campo in rapida evoluzione che coinvolge ricerca, industria e politiche ambientali. Sono state presentate soluzioni basate su polimeri biodegradabili e riciclabili, tecnologie di filtrazione e separazione, approcci innovativi come l’impiego di microrobot per la cattura delle microplastiche in acqua e iniziative industriali per ridurre la dispersione dei pellet lungo la filiera produttiva. È emersa l’importanza di combinare innovazione tecnologica, buone pratiche industriali e misure normative per affrontare il problema alla fonte, riducendo la dispersione e migliorando la gestione dei materiali plastici.

Un ruolo centrale nel convegno è stato svolto dalla sessione poster, che ha raccolto contributi provenienti da numerosi gruppi di ricerca italiani e internazionali. I lavori hanno coperto un ampio spettro di tematiche: protocolli di esposizione per test ecotossicologici, analisi degli additivi rilasciati dalle plastiche, modelli molecolari dei polimeri, impatti sulle acque e sull’atmosfera, tecniche di dielettroforesi e spettroscopia Raman per la tracciabilità, studi sugli ecosistemi lacustri, sulla formazione di eco-corone, sulla presenza di microplastiche nei tessuti umani, sulle emissioni nei luoghi di lavoro e su possibili implicazioni normative internazionali. La sessione ha evidenziato la vitalità della ricerca in questo settore e ha rappresentato un’importante occasione di confronto per giovani ricercatori, favorendo lo scambio di idee e la nascita di nuove collaborazioni.

Il programma ha previsto anche un tutorial introduttivo dedicato alla produzione industriale dei polimeri, al riciclo e ai materiali biodegradabili, che ha offerto una panoramica sulle principali tipologie di plastiche, sui processi produttivi e sulle prospettive legate ai polimeri ottenuti da fonti rinnovabili. La tavola rotonda conclusiva ha riunito rappresentanti del mondo accademico, della ricerca e dell’industria per discutere le priorità per l’Italia e l’Europa, evidenziando la necessità di politiche coordinate, investimenti nella ricerca e un dialogo costante tra scienza e settore produttivo.

 

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