Salta al contenuto principale Vai al contenuto del piè di pagina

Scienza e decisioni collettive

Scienza e decisioni collettive sono state al centro della Conferenza Lincea di Elena Cattaneo presso l’Accademia Nazionale dei Lincei in cui la scienziata ha analizzato il rapporto tra evidenze verificabili e scelte pubbliche sottolineando come la democrazia rischi di indebolirsi quando perde il contatto con i fatti oggettivi. La conferenza ha ripercorso le sfide vissute in Senato evidenziando che il metodo scientifico non è una mera opinione ma una teoria verificabile dei fenomeni che nasce con Galileo Galilei e si consolida attraverso un processo sociale di revisione continua basato sulla costante messa alla prova da parte della comunità internazionale. Cattaneo ha spiegato che la credibilità della scienza deriva dal carattere sociale del sapere poiché le informazioni diventano solide grazie a milioni di occhi pronti a testare ogni nuova affermazione. Affrontando il tema delle politiche nazionali la senatrice ha messo in guardia contro i costi derivanti dal disconoscimento dei dati citando i venti anni di ricerca perduta sugli OGM che costringono l’Italia a importare diecimila tonnellate al giorno di mangimi con un danno annuo di un miliardo di euro. Ha inoltre denunciato le limitazioni della Legge 40 sulle staminali sottolineando l’ipocrisia di vietare la derivazione di linee cellulari ma permetterne l’importazione, rallentando cure come i trapianti per il Parkinson che mostrano risultati funzionali dopo tre anni. Cattaneo ha ricordato il paradosso sulla sperimentazione animale con restrizioni introdotte nel 2014 e disapplicate annualmente per undici anni fino all’abrogazione definitiva solo nel 2026 definendola una violenza alla logica. Riflettendo poi sul progetto del ponte sullo stretto di Messina, la scienziata ha rilevato la tendenza a ignorare le acquisizioni geologiche sulle faglie attive di Cannitello e Scilla e i dati sulle accelerazioni del suolo paragonando tale scelta all’uso di macchinari medici obsoleti. L'analisi ha esaminato la proliferazione della pseudoscienza come la motocross terapia definendola espressione di un potere che tenta di imporre realtà alternative dove due più due fa cinque richiamando il monito di Orwell in 1984. Infine, ha illustrato le basi neuroscientifiche di questi comportamenti analizzando il conflitto tra l’amigdala, sede degli istinti irrazionali, e la corteccia cerebrale che deve essere alimentata dallo studio. La senatrice ha concluso con l’appello ad abitare con coraggio lo spazio pubblico e integrare stabilmente la competenza nelle istituzioni, perché solo prendendo per mano il Paese con la forza dell'evidenza scientifica sarà possibile sottrarlo all'irrazionalità e garantire un futuro di progresso fondato sull'interesse collettivo.

Back to top